fuoco

 Il ciliegio del mio giardino  è morto.
 E’ successo in  primavera.
 Sono comparse le gemme  e un istante prima che,  turgide, si dischiudessero  è morto.  Durante lo scor- so inverno, il 28 ottobre,  erano spuntati dei funghi gialli (io pensavo gialli ma erano giallognoli) tutt’intorno al colletto del tronco.
Li fotografai, così ammonticchiati, mi sembravano belli. E invece erano, forse, il segnale, la premonizione.
Insomma, non era un antico e maestoso ciliegio.
Poco più che ventenne, poco più di una ventina di metri.
Faceva bei fiori e buone ciliegie.
Il suo fiore mi ha sempre stupito, per oltre venti anni, sempre per la stessa ragione e cioè che la ciliegia c’è da subito, piccola piccola, verde, ma già dichiaratamente ciliegia.


Non potevo lasciarlo li come un monumento funebre. Tra casa mia e la casa del vicino.
La bora, già: la bora, avrebbe potuto spez-zarlo. Allora oggi lo ho tagliato e bruciato. Non alla base; ho tagliato l’intelaiatura della parte aerea, i rami che generavano e regge-vano la chioma.
E’ stato incredibilmente cedevole.
I rami di due o tre centimetri di diametro si sono spezzati, come grissini, fra le mie mani.
Ah la morte! era morto. Non s’opponeva più.
Non ha opposto resistenza e s’è lasciato bruciare.
Eppure un segno lo aveva dato, con quei funghi giallognoli!

 Mi piaceva tanto, era  bellissimo. Piaceva a  tutti; a chi non piacciono  i ciliegi? Piaceva tanto  anche a mia madre.

        Lei lo ha visto una diecina di volte, forse un paio in fiore.
                                 Ora è morta anche lei.

E’ morta quando le ciliegie avrebbero dovuto essere mature.
Lei un po’ s’è opposta: non s’è lasciata vestire. Forse era un po’ arrabbiata, che l’abbiamo trovata il giorno dopo… abbiamo! io al telefono.
Lascerò il tronco nella terra, e i primi rami grossi. Forse ora lei potrà curarlo.

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Pubblicato su diario, foto. 2 Comments »

2 Risposte to “fuoco”

  1. agg Says:

    Bella la tua pagina di diario. Di una bellezza malinconica, autunnale.

  2. ladolcetempesta Says:

    uno spicchio di vita
    un dipinto sulla dolorosa realta’
    hai usato colori tenui delicati ma che colpiscono l’occhio ( non visivo)e sopratutto quello emotivo
    forse lei non lo vedra quel pesco ma e’ un bel pensiero
    dolcegiornata


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