continua…

provocato approfondisco:
il pavone in carne ed ossa parlava e parlava ed io, seduto dall’altra parte del corridoio, avrei voluto continuare a leggere un libro di un sette/otto/cento/mille pagine che si chiama “l’ombra del vento”; una pizza quattro stagioni che in quanto pizza è pizza ma sai com’è: quattro stagioni!
e lei parlava, parlava, parlava…
beh, se mi concentro… faccio training autogeno… mi autoipnotizzo… niente! quella voce mi rimbombava dentro: e il lussemburgo e il patè e la costa azzurra e il saloncino
lampo di genio!! mi turo le precchie.
e con che?
penso un po’ poi strappo una striscetta da un fazzolettino di carta, la piego in tre (con precisione) per il lungo e poi la arrotolo serrata.
per due, perchè ho due orecchie.
poi, senza dar nell’occhio, mi sono infilato sti rotoletti nelle orecchie: oh, precisi.
ho spinto ben dentro, anche perchè non mi piaceva d’avere sti stroppoli appesi fuori dalla tromba d’eustachio.
ah, che genio! e ricomincio a leggere… niente! la sentivo benissimo. ho spinto un po’ di più, niente.
ho provato a tapparmi le orecchie con le dita con dentro quei tappi: niente.
ho provato a togliermi i tappi: niente!
già, non riuscivo più a prendere i rotolini di carta che ormai erano sul timpano, spariti da padiglione e dintorni.
dopo una serie di tentativi a mano sono andato a chiudermi nella ritirata, ho smontato una bacchetta degli occhiali e… niente!
e non ti dico per rimontare la bacchetta degli occhiali senza occhiali: quasi una crisi di nervi.
mi risiedo: sa non bevo molto ma amo la sciampagn ma il caviale no però amo le ostriche e non so se vado in costa azzurra a trovare mio figlio o a mangiare le ostriche ah ah ah…
ormai ero ossessionato dai tappi.
a mestre sono sceso (un’ora dopo il fattaccio) e quando ho capito a che ora e da dove sarei ripartito (che non è una cosa facile!!) ho anche capito che avevo almeno venti minuti.
sono andato a bere un caffè al bar e così ho sottratto (rubato?) una cannuccia e tre o quattro stizzicadenti.
poi, raggiunta una panchina isolata, con la cannuccia riempita d’acqua ho bagnato i “tappi” pensando che inzuppati sarebbero diminuiti di volume, sarebbero scivolati meglio e comunque avrei provato un fresco sollievoai miei poveri condotti uditivi.
quindi ho iniziato l’opera di estrazione con gli stuzzicadenti.
da sopra, perchè da sotto non ci sono riuscito, cercando di infilzare il pacchetto e poi di far leva senza spezzare lo stuzzicadente, che mancava solo che mi restassero nelle orecchie anche gli stecchini spezzati.
beh, circa cinque minuti (sembrano pochi ma possono essere eterni) e mi sono liberato.
guardi, un senso di sollievo, ma un senso…

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continua…

provocato approfondisco:
il pavone in carne ed ossa parlava e parlava ed io, seduto dall’altra parte del corridoio, avrei voluto continuare a leggere un libro di un sette/otto/cento/mille pagine che si chiama “l’ombra del vento”; una pizza quattro stagioni che in quanto pizza è pizza ma sai com’è: quattro stagioni!
e lei parlava, parlava, parlava…
beh, se mi concentro… faccio training autogeno… mi autoipnotizzo… niente! quella voce mi rimbombava dentro: e il lussemburgo e il patè e la costa azzurra e il saloncino
lampo di genio!! mi turo le precchie.
e con che?
penso un po’ poi strappo una striscetta da un fazzolettino di carta, la piego in tre (con precisione) per il lungo e poi la arrotolo serrata.
per due, perchè ho due orecchie.
poi, senza dar nell’occhio, mi sono infilato sti rotoletti nelle orecchie: oh, precisi.
ho spinto ben dentro, anche perchè non mi piaceva d’avere sti stroppoli appesi fuori dalla tromba d’eustachio.
ah, che genio! e ricomincio a leggere… niente! la sentivo benissimo. ho spinto un po’ di più, niente.
ho provato a tapparmi le orecchie con le dita con dentro quei tappi: niente.
ho provato a togliermi i tappi: niente!
già, non riuscivo più a prendere i rotolini di carta che ormai erano sul timpano, spariti da padiglione e dintorni.
dopo una serie di tentativi a mano sono andato a chiudermi nella ritirata, ho smontato una bacchetta degli occhiali e… niente!
e non ti dico per rimontare la bacchetta degli occhiali senza occhiali: quasi una crisi di nervi.
mi risiedo: sa non bevo molto ma amo la sciampagn ma il caviale no però amo le ostriche e non so se vado in costa azzurra a trovare mio figlio o a mangiare le ostriche ah ah ah…
ormai ero ossessionato dai tappi.
a mestre sono sceso (un’ora dopo il fattaccio) e quando ho capito a che ora e da dove sarei ripartito (che non è una cosa facile!!) ho anche capito che avevo almeno venti minuti.
sono andato a bere un caffè al bar e così ho sottratto (rubato?) una cannuccia e tre o quattro stizzicadenti.
poi, raggiunta una panchina isolata, con la cannuccia riempita d’acqua ho bagnato i “tappi” pensando che inzuppati sarebbero diminuiti di volume, sarebbero scivolati meglio e comunque avrei provato un fresco sollievoai miei poveri condotti uditivi.
quindi ho iniziato l’opera di estrazione con gli stuzzicadenti.
da sopra, perchè da sotto non ci sono riuscito, cercando di infilzare il pacchetto e poi di far leva senza spezzare lo stuzzicadente, che mancava solo che mi restassero nelle orecchie anche gli stecchini spezzati.
beh, circa cinque minuti (sembrano pochi ma possono essere eterni) e mi sono liberato.
guardi, un senso di sollievo, ma un senso…

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eurostar

lui: ultrasettanta, naso aquilino, eleganza casual, magro come un gruppetto d’ossicini, voce squillante lei: settantaquattro dichiarati e portati benissimo, bionda permanentata, pantaloni e maglietta, volto sereno e radioso, voce alta.
no, c’ho la casa a venezia ma ho lavorato a milano cos’ c’ho i coll… anch’io guardi, ho la casa a milano perchè mio marito lavorava anche a milano ma poi 11 anni fa che è morto ho detto: la vendo e vado a stare in villa a padova, sa noi avevamo la seconda casa, sì insomma, la casa delle vacanze sul brenta però guardi, mi son detta ma cosa ci faccio a milano? vendo tutto e vado in villa e sono ancora la che mi chiedono: ma quando vendi? però sa non ho bisogno e allora è lì così se ho voglia ci vado anche se i figli sono a montecarlo ahh… no noi eravamo in lussemburgo, eh sì!! son stata tanti anni neh, bello, molto civili sa, così parlo francese molto bene ma i francesi no… bravi però come bravi? sì son così con la puzza sotto il naso, però ci ho lavorato e sono bravi nel lav… anch’io lavoravo il lussemburgo, in lavoro importante ma poi avevo tanti amici sa? vado sempre a trovarli perchè mi invitano, sì ma non vado da tutti perchè poi mi ospitano, hanno delle case… come dire? ospitali, ecco, ma certi amici sono più impegnativi e allora nooo, non vado; gli voglio bene sa? poi i miei figli sono andati in costa azzurra! eh sì, caro: in costa azzurra! uno è a nizza e uno a santropè e hanno dei bellissimi bambini… ma mangiano malissimo. guardi io non mangio molto ma sono una di quelli che se non mangiano una volta dimagrisco subito però il dottore dice che ho il sangue di un bambino e sì che bevo il mio bicchiere di vino e mi piace il barbera eh sì… ma no, ah ah, giusto sa? bevo un mezzo bicchiere a pranzo e un po’ la sera a cena, ma non bottiglie, compro le damigiane, eh eh, perché la donna non può travasare il vino? io travaso! compero la damigiana e poi in villa la travaso ma il barbera no perché non a tutti piace e sa? bisogna considerare gli ospiti allora solo oltrepò pavese, traminer, chianti, barolo e barbaresco, eh eh una damigiana per tipo, eh sì purché di sera guardo la televisione e bevo un paio di bicchieri io mi cucino sempre, anzi se sono sola di più: guardi finisce sempre che ceno alle nove purché magari alle sette dico: “ma dov’è quella carta” sa? magari un certificato, una roba della banca… allora cerco, cerco e si fa tardi, poi faccio la mia doccia… eh sì, la doccia la faccio di sera perchè così vado a dormire bella pulita no? eh, è di giorno che ci si sporca e allora mi lavo di sera, no?, poi vado in cucina e dico mah! mi farei delle tagliatelle e allora le faccio lei… ma sì, cosa ci vuole, un po’ di farina due uova oppure voglio fare un purè, ma con le patate neh, non con le bustine che a me quelle robe lì mi piacciono mica sa? e allora devo far bollire le patate o un brasato e vien tardi, poi accendo la televisione in saletta, perchè in sala no, è troppo grande, poi abbiamo anche un salone ma lì ricevo gli ospiti, è una bella villa grande col parco, quattro camere da letto, quattro bagni sa? sì sì prorpio bella. mi siedo in saletta e ceno col televisore, ho una tele in ogni stanza ehhh… così bevo anche un due bicchieri del vino che ho travasato, lo sa che adesso una bottiglia costa più di 20 euro? eh no! troppo! e io me lo travaso poi vado in camera da letto che è bella grande. c’ho dentro anche il divano e due poltrone così guardo la tele e si addor… no, no purché appena mi scappa mi metto nel letto che è bello comodo col piumone… eh sì, a lei le piace il vino? sì, an.. anche in lussemburgo sa? hanno un vino delizioso, non come i francesi. loro fanno i formaggi beh, ma vuol met…no, no: però son bravi: i miei amici dicono oh le fromaj se bon ma un tantin passè perchè loro capiscono il gusto ma anche se la maturazione è troppo avanti o indietro: io quando abitavo a londra, eh sì, guardi, son stata a londra sette anni, e anche in america, sa? a niùiorc! il resto sono un po’ primitivi sa? così a londra avevamo formaggi francesi ma il vino no, era della germania: alsazia, elba ahh, buonissimi, pensi quando son venuta via da lussemburgo ho portato via cento casse di vino, eh sì! in villa ce ne ho ancora sa? coi camion naturalmente. sì la macchina l’ho sempre avuta ma adesso ho una tre porte, ho sempre avuto una cinque porte ma adesso ho una tre porte perché cosa ci faccio con una cinque porte? sì, accompagnare i miei amici, ma ci stanno anche in una tre porte e se non gli piace allora che prendano il taxi, no? comunque è proprio un buon vino e si accompagna bene con la mia cucina. cucino bene sa? eh sì! quando vengono le mie nipoti mi dicono non cos tu fa par magnè? je te fe la past? me uì la past lìè tre bon! viv la non viv la non………………………………….

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eurostar

lui: ultrasettanta, naso aquilino, eleganza casual, magro come un gruppetto d’ossicini, voce squillante lei: settantaquattro dichiarati e portati benissimo, bionda permanentata, pantaloni e maglietta, volto sereno e radioso, voce alta.
no, c’ho la casa a venezia ma ho lavorato a milano cos’ c’ho i coll… anch’io guardi, ho la casa a milano perchè mio marito lavorava anche a milano ma poi 11 anni fa che è morto ho detto: la vendo e vado a stare in villa a padova, sa noi avevamo la seconda casa, sì insomma, la casa delle vacanze sul brenta però guardi, mi son detta ma cosa ci faccio a milano? vendo tutto e vado in villa e sono ancora la che mi chiedono: ma quando vendi? però sa non ho bisogno e allora è lì così se ho voglia ci vado anche se i figli sono a montecarlo ahh… no noi eravamo in lussemburgo, eh sì!! son stata tanti anni neh, bello, molto civili sa, così parlo francese molto bene ma i francesi no… bravi però come bravi? sì son così con la puzza sotto il naso, però ci ho lavorato e sono bravi nel lav… anch’io lavoravo il lussemburgo, in lavoro importante ma poi avevo tanti amici sa? vado sempre a trovarli perchè mi invitano, sì ma non vado da tutti perchè poi mi ospitano, hanno delle case… come dire? ospitali, ecco, ma certi amici sono più impegnativi e allora nooo, non vado; gli voglio bene sa? poi i miei figli sono andati in costa azzurra! eh sì, caro: in costa azzurra! uno è a nizza e uno a santropè e hanno dei bellissimi bambini… ma mangiano malissimo. guardi io non mangio molto ma sono una di quelli che se non mangiano una volta dimagrisco subito però il dottore dice che ho il sangue di un bambino e sì che bevo il mio bicchiere di vino e mi piace il barbera eh sì… ma no, ah ah, giusto sa? bevo un mezzo bicchiere a pranzo e un po’ la sera a cena, ma non bottiglie, compro le damigiane, eh eh, perché la donna non può travasare il vino? io travaso! compero la damigiana e poi in villa la travaso ma il barbera no perché non a tutti piace e sa? bisogna considerare gli ospiti allora solo oltrepò pavese, traminer, chianti, barolo e barbaresco, eh eh una damigiana per tipo, eh sì purché di sera guardo la televisione e bevo un paio di bicchieri io mi cucino sempre, anzi se sono sola di più: guardi finisce sempre che ceno alle nove purché magari alle sette dico: “ma dov’è quella carta” sa? magari un certificato, una roba della banca… allora cerco, cerco e si fa tardi, poi faccio la mia doccia… eh sì, la doccia la faccio di sera perchè così vado a dormire bella pulita no? eh, è di giorno che ci si sporca e allora mi lavo di sera, no?, poi vado in cucina e dico mah! mi farei delle tagliatelle e allora le faccio lei… ma sì, cosa ci vuole, un po’ di farina due uova oppure voglio fare un purè, ma con le patate neh, non con le bustine che a me quelle robe lì mi piacciono mica sa? e allora devo far bollire le patate o un brasato e vien tardi, poi accendo la televisione in saletta, perchè in sala no, è troppo grande, poi abbiamo anche un salone ma lì ricevo gli ospiti, è una bella villa grande col parco, quattro camere da letto, quattro bagni sa? sì sì prorpio bella. mi siedo in saletta e ceno col televisore, ho una tele in ogni stanza ehhh… così bevo anche un due bicchieri del vino che ho travasato, lo sa che adesso una bottiglia costa più di 20 euro? eh no! troppo! e io me lo travaso poi vado in camera da letto che è bella grande. c’ho dentro anche il divano e due poltrone così guardo la tele e si addor… no, no purché appena mi scappa mi metto nel letto che è bello comodo col piumone… eh sì, a lei le piace il vino? sì, an.. anche in lussemburgo sa? hanno un vino delizioso, non come i francesi. loro fanno i formaggi beh, ma vuol met…no, no: però son bravi: i miei amici dicono oh le fromaj se bon ma un tantin passè perchè loro capiscono il gusto ma anche se la maturazione è troppo avanti o indietro: io quando abitavo a londra, eh sì, guardi, son stata a londra sette anni, e anche in america, sa? a niùiorc! il resto sono un po’ primitivi sa? così a londra avevamo formaggi francesi ma il vino no, era della germania: alsazia, elba ahh, buonissimi, pensi quando son venuta via da lussemburgo ho portato via cento casse di vino, eh sì! in villa ce ne ho ancora sa? coi camion naturalmente. sì la macchina l’ho sempre avuta ma adesso ho una tre porte, ho sempre avuto una cinque porte ma adesso ho una tre porte perché cosa ci faccio con una cinque porte? sì, accompagnare i miei amici, ma ci stanno anche in una tre porte e se non gli piace allora che prendano il taxi, no? comunque è proprio un buon vino e si accompagna bene con la mia cucina. cucino bene sa? eh sì! quando vengono le mie nipoti mi dicono non cos tu fa par magnè? je te fe la past? me uì la past lìè tre bon! viv la non viv la non………………………………….

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dubbio

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aiut…

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mi fermo

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