oro…

c’è un bel sole tiepido che scalda la pelle e anche l’anima.
mentre mi svegliava la radio m’ha detto che oggi per i cancri è una giornata eccellente e non parlava di medicina ma di oroscopo.
l’oro c’è, in cielo e l’aria è frizzante.
bene, tutto bene!

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annozero

macchè annozero!
è sempre la solita storia: una storia d’ipocrisie e di squallori.
ma abbiamo o non abbiamo scelto il libero mercato? il liberismo!
abbiamo o non abbiamo riposto ogni ambizione "intellettuale" e "spirituale" pur di apparire? per avere?
abbiamo o non abbiamo abdicato a qualsiasi valore in cambio del denaro?
valori!? ma che cazzo sono i valori? quelli per cui si può dire cazzo? ma per favore!
e allora funziona così: l’importante è avere soldi; in subordine saperli fare, e basta.
e se sei bravo a far soldi, se sei un bravo “imprenditore”, sei onesto e rispettato fino a prova contraria, contornato di adulatori e leccaculo e quando si dovesse appalesare un sospetto (per esempio quello che in realtà sei un delinquente) allora diventi un pelo meno ricco perchè ti affranchi dal sospetto pagando; poi rientri nel giro più forte e rispettato di prima perché hai dimostrato l’intoccabilità della categoria a vantaggio dell’intera stessa categoria.
il tutto esasperato all’ennesima potenza, a diffusione universale e capillare, all’infinito: perché c’è l’internazionalizzazione, la globalizzazione dei mercati e delle risorse e non c’è ragione per cui “l’imprenditore”, "il capitale", debbano preoccuparsi di localismi perdendo profitti.
il capitale pur di accrescersi uccide, spaccia, vende armi, riduce in schiavitù, fa le guerre: cazzo!

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iutiub

me l’ero perso!
non so come mai, non m’ero accorto!
poi per colpa d’una rossa pure innaturale… iutiubb
che nemmeno mi diverto, non so com’è ma mi fa da piangere
ufff!
guarda questi!?!

è che la musica per me, ma credo per tutti, ha un maledetto potere evocativo che riporta alla mente ed ai sentimenti qualcosa che fu e proprio perchè fu è irrimediabilmente persa con il suo tempo, un tempo speso e che non può tornare, bello o brutto che fosse: definitivamente passato!

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hey!

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l’orso

oggi ho incontrato una persona che mi ha raccontato una barzelletta.
nell’immediato ho riso parecchio e un po’ incontrollato.
attualmente non posso pensarci perchè mi vengono le convulsioni.
chissà se riuscirò a scriverla.

due amici vanno a caccia di orsi
giunti sul posto (sto già ridendo a sussultini tra me e me) il furbastro dei due dice all’altro:
(pausa, devo riprendermi)
tu me li porti
(non ce la faccio!!!)
e io li spello!
occhei, dice l’altro e parte.
dopo un po’ torna correndo (non vedo i tasti) inseguito da un orso inferocito
(vabbè, intervallo e torno tra un minuto)
dunque
dopo un po’ torna correndo inseguito da un orso inferocito e urla all’amico:
tu spella questo che io vado a prenderne un altro!
(uuffff, che fatica)

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il libro della vita – 2

Sono arrivato a pagina 21.110, una pagina al giorno.
Il mio libro ha 21.110 pagine, oggi: domani, forse, 21.111.
Già, perché è un libro in divenire ed ogni giorno aggiunge la pagina di quel giorno fino al giorno della fine dei giorni… e delle pagine.
Ed è anche un libro intelligente! Mica aggiunge pagine a cazzo: ogni giorno aggiunge una pagina perfettamente coerente con quella del giorno prima che a sua volta è coerente con quella del giorno prima ancora e via via fino all’incipit.
Per esempio: se domani ci sarà  pag. 21.111 in quella pagina non ci sarà scritto che ho vinto il superenalotto perché io non ho giocato al superenalotto e quindi non può succedere che io vinca al superenalotto.
E’ il diario vero, altro che blog!
Ogni tanto vado indietro e rileggere… beh, ci sono errori e cose belle ma tutto sommato mi pare che la logica ci sia sempre stata: che non è un bene! logico vuol dire prevedibile, senza fantasia, senza voli…
Indietro indietro le pagine sono sbiadite, sempre più sbiadite; l’icipit è illegibile.
Anche le prime duetremila non si leggono più, poi però sì, sempre meglio, poi chiaramente.
Chissà che c’era scritto nell’incipit.
Dice che ci sono degli esperti che con sofisticati strumenti di indagine ipertecnofiloanapsicologica riescono a ricostruire anche le prime pagine, anche l’incipit!
Oh, e lo fanno così bene che si legge tutto perfettamente e non va via più: inchiostro perenne, indelebile.
L’incipit mi incuriosisce.
E per forza! E’ il mio.
Io credo d’aver intuito abbastanza cosa potrebbe esserci scritto.
Una volta ho fatto vedere il libro a uno di quegli scienziati ma mi sa che ha capito meno di me.
Ora però mi incuriosisce meno.
Cioè… e poi? Che me ne faccio di conoscere l’incipit?
Dice: la presa di coscienza, l’autoriconoscimento, l’accettazione di sé…
Metti che nel mio incipit ci sia la spegazione chiara di perché sono biondo: geni così e così, intrecci dienneatici così e colì, influenze meteo, lunari, astrali… biondo!
E io, che schifo il biondo, da una vita mi tingo nero.
E adesso che so perché sono biondo?
Dice: ti accetti per quel che sei ed impari a volerti bene per quel che sei.
Ho capito! Ho capito.
Smetto di tingermi, ridivento biondo, mi faccio schifo e mi convinco che dopotutto faccio veramente schifo, che c’è una ragione, una spegazione del perchè e quindi tanto vale che voglia bene ad una schifezza?
Meglio che l’incipit resti solo nutrimento per la fatasia.
Chissà che c’era scritto? Che ero il più bello del mondo! Fatto a immagine e somiglianza di Dio… o di dio? Mah!

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il libro della vita – 1

Nel libro, nell’introduzione, c’è scritto: “tu sei un uomo libero e pertanto libero di scegliere. Certo non puoi scegliere di volare, perché non hai le ali; ma fra le cose che puoi fare sei libero di scegliere e puoi scegliere se leggere o no, puoi saltapicchiare tra parole, righe, pagine… puoi fare come vuoi, ma questo è il libro.”
Così talora avidamente e ricco di speranze, talora sconsolato e rassegnato, talora svogliatamente leggo e rileggo e non leggo il mio libro.
Se voglio posso cancellare con una penna quello che non mi piace, c’è scritto nel libro: “puoi cancellare quello che non ti piace” e ci sono ampi margini bianchi e ci scrivo appunti sopra, una cosa non mi piace? la cancello e la riscrivo; posso riscrivere quello che voglio, c’è scritto nel libro: “puoi riscrivere quello che vuoi”.
E se non mi basta lo spazio… basta leggere il libro! C’è scritto nel libro: “puoi prendere un foglio bianco, o mille, e scriverci su quel che vuoi”.
Poi lo piego e lo metto fra le pagine del libro, al posto giusto o in un posto a caso.
O posso ritagliarlo della grandezza di una pagina ed inserirlo nel libro come una pagina, c’è scritto nel libro che posso farlo e posso incollarlo alla costa con un filo di colla di pesce o sopra ad una pagine col vinavil, per coprirla, sostituirla… c’è scritto nel libro! Nel libro c’è scritto “puoi coprire una pagina con un’altra che hai scritto tu”. C’è scritto. C’è scritto tutto!
Posso scrivere una pagina a macchina o stamparla col computer: stesso carattere, spaziatura, abbellimenti, richiami, note, stessa carta che sembri vera e poi metterla nel libro e nel libro c’è scritto!
“Puoi scrivere fingendo d’essere tu l’autore: stesso carattere, spaziatura, abbellimenti, stessa carta che sembri vero”.
Posso strappare una pagina e sostituirla; certo che posso e c’è scritto nel libro che posso! Nel libro c’è scritto: “Puoi strappare tutte le pagine che vuoi”.
Allora cancello, appunto, ricopio, riscrivo, strappo e sostituisco e non so più cosa e con che sostituire, mi sfugge la trama e ormai il libro è diventata una cosa lercia e appiccicosa e puzzolente di pesce strappo tutto… c’è scritto nel libro.
Nel libro c’è scritto: “puoi insudiciare tutto e poi puoi strappare tutte le pagine, puoi restare solo con la copertina col tuo nome sopra, puoi buttare via tutto: anche la copertina, anche il tuo nome: tutto!
Ma io sono il tuo libro e non avrai altro libro all’infuori di me.”

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