mutui

la storia dei mutui non mi conveince.
prevedo da qui a dieci/quindici anni movimenti di cittadini che protesteranno per essersi ritrovati dal 10 al 50 percento di numero di rate di mutuo in più da pagare.

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nero

io dico: vuoi veramente eliminare il lavoro nero di clandestini e non?

bene: fai una legge in base alla quale il legale rappresentante di una azienda all’interno della quale venga sorpreso a lavorare un qualunque individuo privo di regolare contratto di lavoro venga sottoposto con rito abbreviato e d’urgenza a giudizio con pena minima di 3 anni di galera.

ed un’altra in base alla quale il legale rappresentante di una azienda che avvalendosi di produzioni in conto terzi abbia inviato i suoi ispettori per il controllo di qualità delle merci presso strutture in cui operano individui privi di regolare contratto di lavoro venga sottoposto con rito abbreviato e d’urgenza a giudizio con pena minima di 5 anni di galera.

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ricorrenze

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l’appuntamento

guardo fuori dal finestrino semiaperto, attraverso la pioggia.
un giovane abete a pochi metri da me dondola lentamente e leggermente i suoi molteplici rami con i lunghissimi aghi e le pigne ocra infuocato; sembra bearsi della leggera brezza e della pioggerellina sottile.
la radio parla della vita di vittoria colonna, dei suoi amori giovanili, di una foto di lei negli anni cinquanta in un giardino romano e di come quella foto ci riporti alla nostra storia, dice sempre la radio.
la ford fiesta vecchia e grigia parcheggiata davanti a me scivola e si deforma sul parabrezza, trascinata dal velo d’acqua.
è un angolino protetto, questo. sempra piccolo, chiuso e riparato con le case basse davanti, un muro dietro, i prati e l’abete.
mi passano per la testa i cinesi del terremoto, un nero che qualche giorno fa ho incontrato in un caf e che voleva andare in germania a cercare una vita migliore, la vita di vittoria colonna e quella di mick jegger, la mia, mia madre, mio figlio, tu!
in questo puntino protetto con alle spalle un muro.
è che culturalmente avrei voluto una famiglia normale, una moglie, dei figli, gli gnocchi o le lasagne alla domenica. e non ce l’ho.
rivoluzionariamente avrei voluto una vita alla bukowski: alcool, sesso, droga, botte, risse, rock ‘n roll e una morte precoce. e non ce l’ho.
emotivamente avrei voluto non desiderare culturalmente né rivoluzionariamente ma solamente essere tranquillo, non dico felice ma almeno un po’ tranquillo: come sotto sedativi. e non ce l’ho.
…la vita di vittoria colonna, in questo posticino protetto mentre aspetto in auto sotto la pioggia.
mentre i cinesi, i neri, mia madre, mio figlio, tu…
l’abete si dondola lento, la pioggia scivola sul parabrezza, il cielo ha squarci di sereno e sopra ci sono le stelle e altri soli, altri mondi e poi uno spazio infinito e un silenzio infinito e poi ancora qualcosa, sempre che “qualche” e “cosa” abbiano un senso adattabile allo scopo.
ci sono attimi in cui l’unico e più vero desiderio che avrei sarebbe quello di sciogliermi nell’aria e sparire in essa come una boccata del fumo della mia sigaretta.
ehi! pensavo ti fossi dimenticato! anch’io l’ho pensato. ma come hai potuto pensarlo? ti sembra possibile che io mi dimentichi? è tre quarti d’ora che son qui fuori. veramente?? ma perché non mi hai mandato un messaggino…
dai, va bene. andiamo!
(ti voglio bene, figlio mio)

penso, quindi sono.

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pensiero

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