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far l’amore

in quanti modi ti posso amare? (roger rabbit)
e far l’amore??

sicuramente la versione più ancestrale, quella animale, quella da cui l’intera umanità non può prescindere per poter esistere.
poi bisogna organizzarsi, ed allora è meglio coi sentimenti? la mia progenie non sarà più uno spaurito cucciolo nella giungla ma nostro figlio: la discendenza!
ma sicuramente il far l’amore può sublimare in qualcosa che di animale non ha più quasi nulla e il far l’amore raggiunge vette prossime al divino.

per esempio questi due magnifici e superbi amanti!

 

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natale

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sistiana – 21 dic 2008 – h. 16,40 c.ca

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questionTime

stai diventandomi un’anziana.
e ci caschi come se veramente fossi anziana e come tutti gli anziani.
ma santa miseria!! lo ripetono in tutte le salse, fogli, riviste, giornali, trasmissioni radio/tele/foniche/visive e non: non fidatevi del primo che si presenta! non aprite la porta a nessuno! nemmeno se vi mostrano il tesserino!
tu glielo hai chiesto il tesserino?
come a chi? a quella imbrogliona che s’è presentata come “la pittura”!
sì, mo: la pittura… la pittura… tse!
e se glielo avessi chiesto, quella il tesserino mica ce l’aveva!!
non esiste la pittura che da fuori viene a trovarti e ti pianta un predicozzo.
e poi chi? quella?? che sussulta quando passa sui cimiteri e vede tutti quei lumini?? e poi si esalta perché li vede ingrandirsi e non si accorge che sta semplicemente precipitando?? e i bagliori finali? capocciate che picchia fragorosa quando giunge a terra!!
ma per piacere.
nulla esiste per te fuori da te.
tutto quel che esiste per te è dentro te, anche io esisto perché questo mio “inclito dissertare” ti rimbomba dentro: sta dentro di te, magari ti da fastidio, però per il momento è li, dentro te.
tutto, anche i cavoli a merenda le foglie larghe e le strette vie le discese ardite e le risalite la conta a chi sta sotto a nascondino o ce l’ha a prendersi e anche quel più che chi ne ha lo mette.
e anche la tua tiritera tiritì-tiritì-tirità.
e che quell’imbroglioncella non sa cos’è la tua tiritera e nemmeno io lo so che lo sai solo tu che ce l’hai dentro ma (ipotizzo) la tua tiritera è un utensile preziosissimo e costosissimo, efficientissimo ma proprio per tutti questi “issimi” è difficile da guidare, da far funzionare.
e sai come si chiama? no, eh!? si chiama “forcip’art”.
te capì? il forcipe con cui si estrae la vita di sè sublimandola in nuova e diversa vita da sè pur essendo sia sè che sè stessa, di sè in sè… cioè… un sè che diventa un sè stesso… mmhhh… la verità! insomma: una cosa che ce l’hai solo tu e solo se c’hai anche un forcip’art almeno decente riesci a tirarla fuori, no? e chiaro, no?
chi non ha un forcip’art vive ingolfato, si ammala, soffre e poi scoppia.
chi ha un forcip’art… dipende.
se è solo decente spesso rovina in modo anche irrimediabile il suo parto di sè stesso; se il forcip’art è decente capita che il nascituro non sia offeso in modo irreparabile ma solo a pelle di leopardo qua e là; chi ha un forcip’art stupendo come il tuo fa parti stupendi, anche party, anche parti nei party: il famoso partiparty! basta che non si curi dei ciarlatani del fuori e si lasci essere nel dentro.
e bisogna averci anche una lampada per esplorare il dentro e cercarla quella cosa lì.
“cerco l’uomo” diceva quello con la botte, ti ricordi? e dove lo cercava? nei lumini? naaa!
lo cercava nella botte!!
certo, lui era maschio e come si sa chi cerca trova e quindi nella botte… no scusascusa, questo non c’entra. ochei, non c’entra.
te capì sciura? smetti di dar retta ad un fuori inesistente ed arrenditi al dentro più vero e lascialo nascere e aiutalo col tuo prezioso forcip’art e beata te che ce l’hai. sia il dentro che il forcip’art.
quella pittura lì, quella dei lumini per intenderci, hai fatto bene a piantarla in asso!
insomma… mi pare che ci sia una sua logica, forse illogica ma comunque con logica:
l’affetto ed il nulla a pretendere di un inesistente fuori col suo bel dentro, inestraibile e non…

lupì.
e Buon Natale a chi pass’asse.

questionTime

stai diventandomi un’anziana.
e ci caschi come se veramente fossi anziana e come tutti gli anziani.
ma santa miseria!! lo ripetono in tutte le salse, fogli, riviste, giornali, trasmissioni radio/tele/foniche/visive e non: non fidatevi del primo che si presenta! non aprite la porta a nessuno! nemmeno se vi mostrano il tesserino!
tu glielo hai chiesto il tesserino?
come a chi? a quella imbrogliona che s’è presentata come “la pittura”!
sì, mo: la pittura… la pittura… tse!
e se glielo avessi chiesto, quella il tesserino mica ce l’aveva!!
non esiste la pittura che da fuori viene a trovarti e ti pianta un predicozzo.
e poi chi? quella?? che sussulta quando passa sui cimiteri e vede tutti quei lumini?? e poi si esalta perché li vede ingrandirsi e non si accorge che sta semplicemente precipitando?? e i bagliori finali? capocciate che picchia fragorosa quando giunge a terra!!
ma per piacere.
nulla esiste per te fuori da te.
tutto quel che esiste per te è dentro te, anche io esisto perché questo mio “inclito dissertare” ti rimbomba dentro: sta dentro di te, magari ti da fastidio, però per il momento è li, dentro te.
tutto, anche i cavoli a merenda le foglie larghe e le strette vie le discese ardite e le risalite la conta a chi sta sotto a nascondino o ce l’ha a prendersi e anche quel più che chi ne ha lo mette.
e anche la tua tiritera tiritì-tiritì-tirità.
e che quell’imbroglioncella non sa cos’è la tua tiritera e nemmeno io lo so che lo sai solo tu che ce l’hai dentro ma (ipotizzo) la tua tiritera è un utensile preziosissimo e costosissimo, efficientissimo ma proprio per tutti questi “issimi” è difficile da guidare, da far funzionare.
e sai come si chiama? no, eh!? si chiama “forcip’art”.
te capì? il forcipe con cui si estrae la vita di sè sublimandola in nuova e diversa vita da sè pur essendo sia sè che sè stessa, di sè in sè… cioè… un sè che diventa un sè stesso… mmhhh… la verità! insomma: una cosa che ce l’hai solo tu e solo se c’hai anche un forcip’art almeno decente riesci a tirarla fuori, no? e chiaro, no?
chi non ha un forcip’art vive ingolfato, si ammala, soffre e poi scoppia.
chi ha un forcip’art… dipende.
se è solo decente spesso rovina in modo anche irrimediabile il suo parto di sè stesso; se il forcip’art è decente capita che il nascituro non sia offeso in modo irreparabile ma solo a pelle di leopardo qua e là; chi ha un forcip’art stupendo come il tuo fa parti stupendi, anche party, anche parti nei party: il famoso partiparty! basta che non si curi dei ciarlatani del fuori e si lasci essere nel dentro.
e bisogna averci anche una lampada per esplorare il dentro e cercarla quella cosa lì.
“cerco l’uomo” diceva quello con la botte, ti ricordi? e dove lo cercava? nei lumini? naaa!
lo cercava nella botte!!
certo, lui era maschio e come si sa chi cerca trova e quindi nella botte… no scusascusa, questo non c’entra. ochei, non c’entra.
te capì sciura? smetti di dar retta ad un fuori inesistente ed arrenditi al dentro più vero e lascialo nascere e aiutalo col tuo prezioso forcip’art e beata te che ce l’hai. sia il dentro che il forcip’art.
quella pittura lì, quella dei lumini per intenderci, hai fatto bene a piantarla in asso!
insomma… mi pare che ci sia una sua logica, forse illogica ma comunque con logica:
l’affetto ed il nulla a pretendere di un inesistente fuori col suo bel dentro, inestraibile e non…

lupì.
e Buon Natale a chi pass’asse.

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