Il contributo minimo

Il primo punto è che deve esistere un “contributo” minimo pagato dalla comunità a tutti, sia a chi lavora sia a coloro che non hanno un lavoro o non vogliono lavorare.
La pensione minima di vecchiaia verrebbe sostituita dal contributo minimo.
Il contributo minimo verrebbe erogato a partire dalla maggiore età a patto di uscire dalla famiglia ed avviare una vita propria ed autonoma.
Il contributo minimo deve consentire un livello di vita “dignitoso” al destinatario.
Il destinatario può essere una persona singola o un gruppo famigliare; il contributo sarà versato per intero al capofamiglia e per percentuali decrescenti al coniuge e via via a figli ed altri membri appartenenti al nucleo (stato di famiglia) e condividenti lo stesso domicilio; le percentuali saranno commisurate al raggiungimento della “dignità minima” del destinatario (singolo o gruppo).
Il livello di “dignità minima” è il risultato di un calcolo sulle condizioni medie di vita nella comunità e sulle esigenze, imprescindibili, necessarie per vivere in quella comunità: quindi sicuramente una casa, cibo, acqua luce e gas, vestiti, televisione, automobile e la possibilità di una minima vita sociale: teatro, cinema, libri…
Naturalmente la casa sarà una casa popolare con il minimo numero di vani necessario e sufficiente al beneficiario; il cibo sarà di base e sicuramente non comprenderà pasticcini, caviale e champagne; il consumo di acqua, luce e gas non potrà superare un limite stabilito e trasformarsi in spreco; i vestiti non saranno griffati ma semplicemente adatti alla loro funzione di base, ecc…
Il contributo minimo è una condizione costante per tutti i cittadini, per tutta la loro esistenza in vita, e la retribuzione da lavoro è sempre una aggiunta a quel contributo.
Se il contributo fosse di 1.500 €/mese, il lavoro X (centralinista, ingegnere capo o ministro) genererebbe un emolumento aggiuntivo; per esempio 1.000 €/mese.
Quindi il cittadino percepirebbe 1.500 €/mese di contributo minimo dallo Stato e 1.000 €/mese di addizionale dal datore di lavoro, per un totale di 2.500 €/mese; la tassazione non potrà mai superare il 50% (?) della quota da lavoro (1.000 €/mese nel nostro esempio) e questo “modo” impedirebbe il perpetrarsi di crimini del tipo “incasso sia il contributo che lo stipendio” perché lo stipendio è sempre al netto del contributo.
La tassazione abbatte l’onere dello Stato, sopra un certo livello di stipendio lo annulla e oltre genera i fondi necessari allo Stato per svolgere tutte le sue attività.

La giustizia deve essere gratuita (a carico della comunità), in tutte le sue forme e in tutti i suoi livelli, per tutti i cittadini, perché è una delle massime espressioni di civiltà di una comunità.
La giustizia deve essere progettata in funzione della gravità del fatto in giudizio: un conto è un omicidio o una bancarotta fraudolenta e un conto è una lite condominiale o un ritardato pagamento; nel secondo caso la lite deve risolversi in una unica udienza, senza avvocati ma solo con un gruppo (3?) di giudici (saggi!!!) che, ascoltate le parti per un massimo di un’ora (?) per parte, emette una sentenza insindacabile e definitiva.

La scuola deve essere gratuita (a carico della comunità), in tutte le sue forme e in tutti i suoi livelli, per tutti i cittadini, perché la comunità non può permettersi di perdere l’occasione di accrescere il suo valore attraverso la cultura distribuita al suo interno né può rinunciare a menti eccelse solo perché provenienti da fasce sociali “a dignità minima”.
La scuola deve essere seria, selettiva e orientativa; seria nel senso che deve pretendere da sé stessa di trasmettere la conoscenza e deve essere un presidio di valore civico; selettiva nel senso che il diritto all studio deve essere a pannaggio di chi da detto diritto trae effettivo arricchimento; orientativa perché deve farsi carico di valutare le caratteristiche (i talenti?) degli studenti e deve aiutarli ad operare scelte giuste e coerenti con la propria personalità orientandone gli studi.

L’assistenza sanitaria deve essere gratuita (a carico della comunità) nelle forme necessarie e sufficienti a garantire la salute dell’intera popolazione della comunità perché questo rappresenta un elevato valore della comunità stessa; non sarà invece gratuita per le attività rivolte al benessere che sta oltre la buona salute, come palestre, chirurgia estetica mirata all’immagine, fanghi, occhiali griffati, stazioni balneari ecc…

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