ricchezza distribuita?

Ammetto la mia ignoranza finanziaria ed è proprio in forza di questa che mi pongo domande cui non so rispondere o alle quali mi rispondo a modo mio.
Mi spiego: la ricchezza, alla fine, si trasforma in denaro, giusto?
Denaro incassato con le vendite, distribuito alle maestranze, speso per materie prime e prestazioni, costituente il guadagno dell’imprenditore, rimesso in circolo nel mercato e nei servizi, custodito nelle banche ecc. ecc.
In pratica in giro c’è un tot di denaro distribuito in “un modo” all’interno della società nazionale, sovrannazionale e globale.
Fatto 100 quel tot, quel tot è, o almeno dovrebbe essere, ancora 100.
I bot, lo spread, le borse, i derivati… sono carta! Carta che rappresenta denari ma non sono denari.
Le banconote, euro, dollari, yuan ecc. sono tutti integri: non è che sono stati bruciati o distrutti.
Queste banconote sono di qualcuno e sono da qualche parte.
Allora non è vero che c’è meno ricchezza, non è vero che ci sono meno soldi; è vero che la ricchezza si è ridistribuita concentrandosi in una elite.

Faccio un esempio a cavolo (me lo dico da solo!).
Mettiamo che ci sia un gruppo di persone/amici/conoscenti… quel che è: 100 diciamo, 100 persone.
Mettiamo che siano tutte riunite in un salone per una festa o per un motivo qualsiasi.
Mettiamo che esistano relazioni fra queste persone: uno è proprietario di un appartamento e un altro è suo inquilino, uno serve al bar e un altro compera da bere…
Tutti hanno in tasca dei soldi; qualcuno molti soldi, la massa meno.
Tutti hanno degli interessi personali da difendere.
Il barista per guadagnare di più alza il prezzo delle bevande.
L’inquilino va a piangere il morto col suo padrone di casa per farsi ridurre l’affitto e potersi comperare l’auto nuova da un altro che ha un negozio di auto.
Un altro ancora si fa prestare soldi da un amico perché non ne ha più da spendere al bar…
Qualcuno, più intraprendente e di solito fra quelli con più soldi in tasca, propone di giocarseli: i soldi.
Poker, carta vince carta perde, scommesse…
C’è chi vince, molti perdono ma, come al superenalotto, le poche vincite convincono tutti a giocare e rischiare.
Naturalmente i più bravi a proporre e gestire i giochi vincono di più, già avevano più soldi e man mano che accumulano denaro non solo la loro probabilità di vincere ancora aumenta perché possono influire sulle regole del gioco ma addirittura possono “nascondere” la loro identità dietro sigle e società pressoché incomprensibili così da apparire abbastanza uguali a tutti gli altri.
Adesso hanno quasi tutto il denaro che era del gruppo, lecitamente.
Il bar non vende più, l’inquilino ha dato disdetta, il negoziante di auto non venderà la sua berlina…
Nel gruppo si diffonde la convinzione che la ricchezza è finita, non ci sono più soldi!
Ma non è vero, la ricchezza che prima era distribuita ora è in mano a pochissimi.
E quei pochissimi non aspettano altro che qualcuno immetta nuovi denari nel gruppo per potersi accaparrare pure quelli con quei giochi ormai collaudatissimi.
Non solo! Siccome si sono ben dissimulati tra i “normali” al punto da sembrare “normali” anch’essi e siccome sono intelligenti, colti, informati e furbi sono proprio loro che vengono scelti dai “normali veri” affinché trovino denaro fresco o comunque soluzioni alla crisi.

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Pubblicato su riflessioni. 2 Comments »

2 Risposte to “ricchezza distribuita?”

  1. nuovorisorgimentoblog Says:

    c’è solo un rimedio, rivoluzione!


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