SB vs SP: KO!

Servizio Pubblico: Berlusconi batte Santoro per K.O.
E fin qui siamo tutti d’accordo ma mi pare che nessuno abbia rilevato queste possibili ragiuni della sconfitta di SP:

1) la totale impreparazione dello staff di Santoro
a partire dalla sigla (sbagliata) evocante la corrida (avrebbero divuto usare quella di Corrado e dei dilettanti allo sbaraglio) e dalla prima domanda.
Se prevedi una corrida, un combattimento all’ultimo sangue, ti prepari, ti alleni e non ti presenti pieno di una sicumera inutile, anzi dannosa, ai fini del combattimento.
Gli vai a chiedere “se lei… un dirigente… chi sceglierebbe?” e non prevedi fra le possibili risposte quella più ironica e probabile da parte di uno come SB? “se si chiamasse Silvio Berlusconi: Sì!”
E già quello è un uppercut mica da niente, subito, al primo minuto di gioco: ha già catturato simpatia, ha già dimostrato sicurezza e prontezza di spirito, già un tot. di pubblico avrà pensato: cazzo Silvio: è sempre Silvio!
E poi tutto il resto: l’imprenditrice che doveva distruggerlo e invece era d’accordo con lui; il solito elenco di Travaglio che avrebbe potuto essere sostituito da un “come già detto” per poi affrontare un tema specifico, anche Ruby, per l’amor del cielo, ma allora ti scanni su Ruby fino all’ultimo particolare; poi gli andate a chiedere di Barbara Matera senza precisare “unica sopravvissuta dopo il ciclone Veronica Lario” e lui vi risponde che l’hanno eletta in 130.000?! mi sarei aspettato un manifesto elettorale, una lista, uno stampato con su la Daddario candidata in Puglia!!! O vi eravate accordati che della Matera si poteva parlare e della Daddario no?
E l’isipienza dell’intervento di Dragoni monotono, poco incisivo e soverchiato dalla risposta di SB mentre tenta sottovoce dei “sì, ma, però…”
Anche le vignette di Vauro sono state scadenti rispetto al solito.
Insomma: come vi siete preparati? con queli obbiettivi? quale allenatore? avete fatto le prove?

2) Il livore di Santoro.
Santoro da un certo momento in poi ha assunto un’espressione di livore e astio che, forse, era semplicemente la manifestazione dei suoi reali sentimenti: assolutamente leciti, per l’amor del cielo, ma se combatti non puoi farti guidare da livore e astio perché son sentimenti che fanno perdere la ragione e il filo della strategia, specialmente di fronte ad un avversario che invece ha un unico sentimento: la totale pienezza del suo sé, presunto immenso! a cui la tua perdita di lucidità indotta da livore e odio ha solo permesso di eccedere nell’irriderti.

Quanto all share: obbietto!
Lo share non certifica null’altro che i dati di ascolto e il guadagno traibile dalla pubblicità.
Se si trasmettesse in diretta l’esecuzione capitale di una presentatrice TV lo share sarebbe altissimo e lo sarebbe anche per una prestazione porno di Bruno Vespa o per un interrogatorio con torture inflitto a Dell’Utri, nomi che cito solo come esempio di personaggi noti.
Lo share non certifica né qualità, né valore, né professionalità.

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