diritti acquisiti

Il dott. Polillo, sottosegretario del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ospite della puntata di ieri sera, 26 aprile 2012, di Linea Notte RAI 3, ha informato il pubblico circa il fatto che il Codice Civile (se non sbaglio) che, sempre per sua dichiarazione, viene prima della Costituzione, prevede la nullità di un contratto che divenga troppo o eccessivamente oneroso.
Questa considerazione veniva a spiegare la ragione per cui una parte di “esodati” potrebbe dover rientrare al proprio posto di lavoro poiché il contratto in base al quale avrebbero dovuto accedere al regime pensionistico si rivela, allo stato dell’arte, troppo oneroso per lo Stato.
Questo, a mio avviso, significa dichiarare che non esistono diritti acquisiti inalienabili.
Il sig. Pinco Pallino ha firmato un contratto con il suo datore di lavoro e l’INPS in base al quale, da subito, smette di lavorare, quindi non ha più posto di lavoro (che viene eliminato o occupato da altri) e percepisce  da un fondo privato un assegno fino al giorno, contrattualmente pattuito, di erogazione della pensione INPS.
Il contratto risulta essere troppo oneroso per lo Stato e quindi dichiarato nullo.
Io, per quello che vale, ritengo che “il principio” sia giusto e condivisibile.
Anche un privato cittadino si comporta, giustamente, così: pattuisce una paghetta con un figlio e poi un giorno dice che deve dimezzargliela perché non ha più abbastanza soldi; oppure, sempre a quel figlio, non può più pagare l’università sempre perché non ha più soldi (e non importa perché non ha più soldi) ecc.
Quindi lo Stato fa bene a rivedere i contratti divenuti troppo onerosi.
Oh bene…. quindi suggerirei allo Stato, e in particolare al Dott. Polillo, di rivedere posizioni contrattualmente divenute troppo onerose (o almeno così a me sembra) come queste:

M. Sentinelli – pensione: € 3.259 al giorno (€ 90.247 al mese – € 1.173.205 annui);
M. Gambaro – pensione: € 1.847 al giorno (€ 51.160,28 al mese – € 665.084 annui);
A. De Petris – pensione: € 1.815 al giorno (€ 50.224 al mese – € 653.567 annui);
G. Fanelli – pensione: € 1.669 al giorno (€ 50.765 al mese – € 609.185 annui);
V. Gamberale – pensione: € 1.595 al giorno (€ 44.782 al mese – € 582.575 annui);
o i casi riportati in questo elenco de “l’Espresso”;
nonché gli elenchi riportati da Mario Giordano in “Sanguisughe”;
ecc…

oppure i 25 incarichi di Antonio Mastrapasqua (non sono riuscito a troverne l’elenco e noto che non c’é la voce a lui relativa in Wikipedia nè si trovano, facilmente, biografie all’infuori di quelle “ufficiali”) e relativi emolumenti per circa 1,5 milioni di €/anno;
o Roberto Poli, Presidente di Eni, 3,29 milioni di €/anno;
o Giancarlo Cimoli, FFSS e Alitalia, con stipendi nell’ordine di 2,7 mil. di €/anno e liquidazioni di circa 6,7 milioni di €uro);
o Antonio Malaschini con 519.000 €/anno di pensione e 190.000 €/anno di compenso quale Sotto Segretario ai rapporti con il Parlamento;
ecc…

oppure i 7.050.000 €/anno2011 per i servizi di pulizia della Camera dei Deputati;
o i 228.000.000 di € di costo del Quirinale;

eccetera eccetera eccetera….
Sono tutti dipendenti pubblici a carico dello Stato o spese dirette dello Stato.

Ecco, forse sono contratti divenuti troppo onerosi, o no?
Non dico di annullarli, ma rivederli sicuramente sì!

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